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I servizi Foto/Video matrimoniali a Massa e il questionario della Guardia di Finanza. Cosa ne pensate?

Oggi voglio affrontare un argomento di cui non tutti sono a conoscenza a Massa e non solo| Forse non tutti sanno che, attraverso l'invio agli sposi di un apposito questionario, al quale è obbligatorio rispondere, possono scattare controlli fiscali da parte della Guardia di Finanza.

 

Se vi siete sposati da poco o vi state accingendo a farlo è molto consigliabile conservare tutti gli scontrini e/o fatture fiscali per almeno due anni (termine della prescrizione) che certificano tutte le spese sostenute per il vostro matrimonio, dal pranzo di nozze all'addobbo floreale, dal servizio fotografico a quello video e a tutti gli altri aspetti che riguardano le spese necessarie.

 

Infatti, potrebbe succedere e per il 2018 in modo particolare con la revisione del nostro sistema tributario, che la Guardia di Finanza invii agli sposi il cosiddetto "questionario tributario" per l'accertamento tributario previsto dall'articolo 31 e 32 - comma II -  del DPR 600/73.

 

Questo strumento, detto in parole semplici, ha lo scopo di "scovare" quei fornitori e clienti, cioè gli sposi stessi, che spesso si mettono d'accordo per risparmiare sull'Iva lavorando senza l'emissione di fattura. E, nel caso di una cerimonia nuziale, appunto, le categorie più a rischio sono:  abiti del matrimonio, parrucchiere e/o estetista, addobbo floreale, servizio foto/video, animazione musicale, affitto autovettura, ristorante, acquisto bomboniere e persino l'acquisto dei mobili con i quali è stata arredata la nuova abitazione degli sposi.

 

Dal punto di vista fiscale, è solo chi accetta di essere pagato in nero a rischiare una sanzione  e non gli sposi avendo l'accertamento il solo scopo di accertare un'evasione da parte dell'azienda fornitrice di un servizio.

 

Tuttavia, gli sposi hanno l'obbligo di collaborare e di rispondere al questionario entro 15 giorni. In caso contrario, andrebbero incontro a una sanzione amministrativa che va dai 250 ai 2.000 euro. Tale sanzione è prevista anche nel caso in cui vengano forniti dati non veritieri o incompleti.

 

Questo articolo vuole avere innanzitutto solo uno scopo informativo, ma, per certi versi, anche far riflettere tutti gli operatori del settore, sposi compresi.

E voi, cosa ne pensate?


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